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Quando i soldi inquinano l’ambiente

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Quest’oggi affronteremo una tematica che non viene trattata abbastanza: la sostenibilità ambientale delle criptovalute. Che le valute digitali possano portare profitto è risaputo, ma non si sa certamente abbastanza per quanto riguarda ciò che comportano.

Facciamo un passo indietro, il mining

Come abbiamo visto qualche articolo fa, il mining è un’attività necessaria per ogni criptovaluta al fine di garantirne la piena funzionalità. Per rileggere l’articolo che spiegava cos’è il mining clicca qui. Tenendo conto dell’altissimo volume di mercato delle valute più famose è chiaro che la convalida di tutte le transazioni circolanti è richiesta un’elevata potenza di calcolo.

Quando i soldi inquinano l'ambiente
Impianto di Mining – CC0

Provate ad immaginare quanta potenza di calcolo viene utilizzata per convalidare tutti i trasferimenti di un mercato enorme come per esempio quello del Bitcoin, immaginate quanti computer vengono coinvolti per effettuare tutti questi calcoli. Pensate quindi a tutta l’elettricità consumata e a tutti i combustibili fossili impiegati per produrla.

Dati alla mano

I dati lasciano senza parole: stando ai dati di digiconomist.net, il consumo elettrico annuale per la convalida delle transazioni solamente del Bitcoin è di ben 49TW/h! Il che significa che la sola blockchain di Bitcoin consuma di più della stra grande maggioranza degli stati di questo mondo presi singolarmente.

Quando i soldi inquinano l'ambiente
Bitcoin – CC0

Un dato molto allarmante, questo, che dovrebbe incentivare gli sviluppatori di queste valute a lavorare di più sulla sostenibilità ambientale riducendone l’impatto. Magari trovando un modo alternativo per convalidare le transazioni, o semplificandone i calcoli.

L’unica cosa certa è che ora come ora lo sviluppo delle criptovalute non è sostenibile e rischia di portare più danni che vantaggi. In fondo a cosa servono queste valute senza un mondo in cui spenderle? Il resto delle riflessioni lo lascio fare a voi.

fonte digiconomist.net
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