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Il bitcoin, cos’è e come funziona

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Ultimamente siamo bombardati da notizie riguardanti il “bitcoin“, criptovaluta che ha raggiunto il suo massimo storico, destando la curiosità di tante persone. In questo articolo cercheremo di fare maggiore chiarezza sull’argomento, e sul mondo delle criptovalute in generale.

Bitcoin e criptovalute: Cosa sono

Il bitcoin, cos'è e come funziona

Per spiegare cos’è una criptovaluta in parole povere, basti dire che si tratta di vere e proprie monete utilizzate sia per gli scambi che per gli acquisti online. Inoltre è possibile investirci attraverso il trading. La più famosa criptovaluta, ovvero il Bitcoin appunto, è arrivata a toccare anche quota $17.000 nel corso del tempo. Si tratta quindi di  vere e proprie valute, differenti da quelle a cui siamo abituati. Ecco le principali differenze:

  • Non esiste una banca centrale che si occupa di “stampare” il denaro, controllarne il flusso, e così
    via.
  • Molte criptovalute riescono a garantire un alto livello di anonimato negli scambi che avvengono tra
    utenti, anche per acquisti e vendite.
  • Solo online: nonostante abbiano un valore e possano essere usate per fare acquisti, le criptovalute non hanno una controparte “fisica”. Niente banconote o monete, avviene tutto tramite internet. Le valute vengono conservate in un portafoglio elettronico chiamato “wallet“.

Sono molte le persone che decidono di approcciarsi al mondo delle criptovalute, e si distinguono in due tipi:

Cassettista: Colui che acquista un titolo (in questo caso un tot di criptomonete) e lo tiene per
un periodo medio lungo, anche di anni.

Trader: Colui che acquista e vende in un limitato arco di tempo per arrivare anche a fare
molte operazioni mensili, settimanali o addirittura giornaliere.

Come funziona esattamente una criptovaluta?

Se si riduce proprio all’osso la definizione delle criptovalute, possiamo dire che non sono altro che delle
voci all’interno di un database che non possono essere cambiate se non sotto specifiche condizioni“.
Si ci basa su un vero e proprio network di computer. Ogni computer connesso al network per fare le transazioni ha un registro di tutte le transazioni effettuate finora sulla rete. Una transazione non è altro che un file contenente il mittente del trasferimento, il ricevente e l’importo. Questa transazione poi viene trasmessa all’interno network, facendola girare tra tutti i computer, impiegando del tempo per essere confermata. Confermare la transazione è un passo fondamentale per capire come funzionano le criptovalute. Infatti, fin quando una transazione non viene confermata dal network, è in “attesa” di essere svolta.

Tale conferma arriva in pochi minuti di solito, anche se è una condizione variabile. Infatti, per velocizzare il tempo richiesto per confermare una transazione è possibile pagare una “commissione” ai miner, che daranno quindi priorità alle transazioni con le commissioni più alte (anche se alla fine tutte le transazioni vengono sempre confermate). Solo dopo la conferma la transazione viene aggiunta al registro di tutte le transazioni e avviene lo spostamento di criptovaluta tra utenti.

Chi sono i miner?

Il miner non è altro che colui che presta il suo computer, la sua “potenza” di calcolo per il trasferimento delle transazioni, e che generalmente guadagna una commissione per ogni transazione che richiede la sua potenza di calcolo.

Il bitcoin, cos'è e come funziona

Una volta confermata la transazione non è più modificabile ed entra a far parte di un registro, che in gergo prende il nome di “blockchain” (la vera forza di una criptovaluta). Durante il periodo di attesa per la conferma delle transazioni, le somma coinvolta viene “bloccata” finché la transazione non è confermata (per motivi di sicurezza e per evitare problemi di duplicazione della criptovaluta). E al contrario degli altri sistemi di pagamento online (come PayPal), non è possibile avere dei rimborsi.

Gli altcoin e le alternative al bitcoin

Come avrete (spero) capito, bitcoin è una criptovaluta, ma non è l’unica. Esistono infatti le altcoin. Tale termine generico non è altro che l’indicazione di tutte le altre valute esistenti al di fuori di quella di riferimento, il bitcoin appunto. Al momento le Altcoin presenti su piazza sono circa 2000, ma il loro numero è in costante crescita. L’andamento delle Altcoin è infatti molto più volatile di quello dei Bitcoin e presenta oscillazioni notevoli, sia verso l’alto che verso il basso (peculiarità che attrae molti investitori).

Come guadagnare con le altcoin?

Una volta acquistate possono essere scambiate ufficialmente con Bitcoin o con altre Altcoin, attraverso le piattaforme di trading (tipo Exchange) che le accettano. Oppure possono essere semplicemente conservate nel vostro portafoglio elettronico nella speranza che i progetti tecnologici associati a queste monete si affermino facendo aumentare il prezzo della relativa criptovaluta nata col progetto stesso (come successo con Ethereum ed il progetto Smart Contracts).

Il bitcoin, cos'è e come funziona

Molto difficile riconoscere una Altcoin che avrà valore nel lungo periodo, da conservare, rispetto ad una meteora di passaggio. La base di partenza è sempre la medesima tecnologia Blockchain (il registro di cui abbiamo parlato precedentemente), aperta a tutti e disponibile alle personalizzazioni.

Le ICO: Cosa sono

Un ICO (Initial Coin Offering, offerta iniziale di monete) è un concetto recente di progetti di crowdfunding nel settore delle criptovalute. Esso viene lanciato da un’azienda che rilascia il proprio progetto e richiede un finanziamento dalla rete grazie a utenti che acquistano “gettoni”. Solitamente vengono rilasciati un certo numero di tokens e successivamente rivenduti al pubblico, più comunemente in cambio di Bitcoin e Ethereum, ma non sempre è escluso il denaro. Di conseguenza, l’azienda ottiene il capitale per finanziare lo sviluppo del prodotto e i membri ricevono le loro ricompense se il prodotto avrà successo. Il primo progetto di lancio di una ICO è datato 2013 con il nome di Mastercoin, riuscito a procurare 5 milioni di dollari in Bitcoin vendendo i propri tokens. Molte altre aziende hanno seguito l’esempio, come Ethereum nel 2014, o Waves nel 2016. La crowdsale si svolge in un periodo limitato. Il valore del token è solitamente imposto dall’ente che emette la criptovaluta. Ad esempio, durante l’ICO di Ethereum nel 2014, i token sono stati venduti a un prezzo di $ 0.3 / $ 0.4 per gettone. La piattaforma principale del progetto è stata rilasciata nel luglio del 2015, il prezzo di ciascun gettone è aumentato in modo significativo, raggiungendo i 388 dollari il 13 giugno 2017. Tuttavia, si deve tenere tenere presente che i profitti non sono garantiti. Una campagna ICO potrebbe fallire per vari motivi (come nel crowdfunding). Anche se avesse successo, c’è la possibilità che gli sviluppatori non siano in grado di consegnare un prodotto finale. Questo è un rischio che tutti i partecipanti all’ICO devono tener conto quando decidono di contribuire a qualsiasi campagna. Ci sono diversi segni di un progetto potenzialmente fraudolento: sviluppatori anonimi, la mancanza di un portafoglio di riserva e obiettivi poco chiari o non realistici. Ed è proprio per questo che chi si occupa di acquistare token di ICO studia parecchio. Non è possibile gettarsi a caso in questo mondo, poiché la possibilità di perdere tutto è dietro l’angolo.

Conclusione

L’obiettivo di questo articolo è quello di dare a tutti gli utenti incuriositi da tale mondo “un’infarinatura generale”, così da avere maggiore consapevolezza su tale mondo, che ben presto potrebbe rappresentare il futuro.

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