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Migliaia di applicazioni violano la privacy dei minori

Escola Cera
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Migliaia di applicazioni presenti sul Play Store di Google potrebbero violare le leggi sulla privacy dei minori, secondo ricerche americane. Scopriamo come funzionano e quali sono.

A rischio le informazioni personali del minore attraverso il tracking fantasma

Un gruppo di ricercatori della Silicon Valley ha analizzato circa 6.000 applicazioni dedicate ai più piccoli per verificare che queste non intaccassero la loro privacy. Dallo studio è emerso che un alto numero di queste ha raccolto dati personali del minore senza il permesso di un genitore.

Serge Egelman, tra i responsabili dell’indagine e direttore della ricerca su sicurezza e privacy presso l’università della California a Berlkeley, ha parlato di un “fallimento del mercato“. Più di 1.000 tra queste app ha raccolto attraverso software di tracking molteplici informazioni del minore.  Inoltre, quasi la metà delle applicazioni verificate non sfrutta adeguate misure di sicurezza necessarie per proteggere i propri dati sul web. Proteggere i propri figli da questi rischi non è sempre facile, dato che i software delle applicazioni sono create appositamente per non farsi notare durante le proprie operazioni di tracking.

Migliaia di applicazioni violano la privacy dei minori
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Tra le app più famose troviamo il gioco Disney “Dov’è la mia acqua?”, “Minion Rush” di Gameloft e addirittura Duolinguo, strumento molto utile per chi si vuole esercitare con lingue straniere. Ogni app è stata analizzata molteplici volte, verificando il numero di volte che aveva accesso alle informazioni personali presenti nel dispositivo sulla quale era utilizzata.

Google naturalmente chiede agli sviluppatori di rispettare le leggi sulla privacy dei minori prima di poter inserire un’applicazione nel proprio Store, tuttavia sembra che questa volta i controlli di Mountain View sono stati alquanto scarsi. Si dice che dalla tracciabilità delle informazioni personali si possa trarre profitto, anche se quest’ultima accusa non è stata confermata data l’assenza di prove. Augurandoci possano essere presi provvedimenti nel minor tempo possibile, resta da vedere la risposta (se arriverà) delle numerose grandi aziende coinvolte.

 

via Washington Post
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