Sito web di notizie tecnologiche e videogames.

Sparatoria ad un torneo di Madden a Jacksonville

Dexerto
28

Un episodio ai limiti dell’immaginazione, che ha dell’incredibile. In Florida, ad un torneo di videogiochi, c’è stata una sparatoria causata dalla sconfitta di un ragazzo del posto. 

Videogame e violenza sono correlati?

È domenica notte in Italia quando a Jacksonville, in Florida, accade l’episodio che vi raccontiamo. Torneo di Madden NFL, videogioco sportivo sul football americano, tenuto al Jacksonville Landing, un complesso di ristoranti, negozi, locali e spazi pubblici sulla riva del fiume St. Johns. Come deducibile, si tratta di un torneo di piccole dimensioni, che fortunatamente non ha richiamato grande quantità di gente.

La particolarità è che, essendo per l’appunto di modeste dimensioni, non vi è stata la presenza di alcun tipo di controllo all’ingresso. La strage nasce dalla sconfitta di un ragazzo di Baltimora di 24 anni, David Katz, che ha all’improvviso estratto la propria pistola sparando 15 colpi, uccidendo 3 persone, lui compreso, che si trovavano nella stessa sala per giocare.

Il torneo era in diretta streaming, l’esatto momento della sparatoria è mostrato nel seguente video:


Le chiamate al 911 sono scattate immediatamente, la polizia ha circondato la zona in modo celere ma l’assassino si era già tolto la vita. Undici i feriti trasportati all’ospedale più vicino, colpiti anch’essi dai proiettili sparati dal ragazzo.

La reazione dei media è di puro sconcerto, un episodio increscioso che non sarebbe dovuto succedere.


Questo genere di episodio dovrebbe far riflettere, per l’ennesima volta, sull’utilizzo delle armi in America: non è possibile che ad un torneo di videogame si possa verificare una situazione simile. In passato i videogiochi PEGI 18 erano spesso sotto l’accusa di fomentare la violenza negli adolescenti, in una educazione sbagliata.

Ma prima che qualche media si attacchi a questo pretesto, possiamo affermare che non è pertinente nel caso in esame. Non si è ancora a conoscenza se l’omicida avesse particolari problemi, solo le indagini lo permetteranno. Resta il fatto che il movente dell’omicidio consiste in una partita persa ad un videogame: è ancora necessario additare i videogiochi come stimolo di violenza senza curarsi del vero problema americano, la vendita libera di armi da fuoco?

Chissà se il governo centrale interverrà concretamente sull’argomento, anche se il tutto finirà per essere dimenticato nel giro di qualche settimana, imo.

fonte ilPost
Commenti