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Google Pixel Buds traducono istantaneamente e sfidano AirPods

Google Pixel Buds. Credits to AndroidGuys
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Proseguiamo con il focus sull’atteso evento di Google tenutosi a San Francisco il 4 ottobre. Tra le novità inaspettate non possiamo non inserire anche Google Pixel Buds, un paio di auricolari “neckbuds” wireless che sfidano, neppure troppo velatamente, Apple AirPods.

Google Pixel Buds, le buddies dei Pixel 2

Google prova a buttarla sulle strategie pubblicitarie, e anche questa volta fa centro con un simpatico gioco di parole. Perché le Pixel Buds sono effettivamente le amicone ideali dei Pixel 2, considerato che sono studiate per consentire un avvio rapido di Google Assistant. Basterà infatti avvicinare le neckbuds al vostro Pixel per avviare l’accoppiamento automatico (fast pairing) tra i devices e poi tenere un dito sull’auricolare di destra per richiamare l’assistente vocale di Big G.

Non solo, sempre sullo stesso auricolare si trovano i comandi touch per l’interattività, per cui tra taps e swipes si potranno agilmente gestire musica e notifiche.

Con Google Pixel Buds, Big G riuscirà ad abbattere le barriere linguistiche?

Probabilmente no, o comunque sarebbe prematuro cercare di dare una risposta ad un quesito simile. Quel che è certo è che l’azienda creata da Page e Brin è riuscita anche questa volta ad apportare un elemento innovativo nel suo prodotto.

A cosa ci riferiamo? La modalità traduzione istantanea con Google Traduttore, ovviamente. Sarà sufficiente avviare la modalità conversazione su Traduttore sullo smartphone per fare sì che le Pixel Buds traducano da tutte e 40 le lingue supportate dall’app.

Google Pixel Buds: batteria, design, colorazioni e prezzi

Anche la confezione suscita un discreto interesse dato che funziona anche da caricabatterie (dovrebbe provvedere a quattro ricariche complete). Batteria che secondo dati ufficiali ha un’autonomia di 5 ore a ricarica completa. Le cuffie supportano un sistema di ricarica rapida che regala un’ora di autonomia con soli dieci minuti di ricarica.

Google Pixel Buds traducono istantaneamente e sfidano AirPods
Google Pixel Buds. Credits to Wired.com

Le dimensioni di Google Pixel Buds sono più importanti rispetto a quelle dei principali concorrenti, motivo per cui finiscono per sporgere al di fuori del condotto uditivo. La principale conseguenza di ciò è che il rumore ambientale sarà leggermente più invasivo di quanto non ci si aspetti da delle in-ear, positivo per chi non vuole isolarsi ma negativo per i puristi del suono.

A differenza di Apple AirPods che sono davvero wireless, le Buds adottano per il cavo che tiene uniti i due auricolari, un sistema retraibile. Niente di particolamente tecnologico ma sicuramente efficace, per adattare il cavo a tutte le teste.

Google Pixel Buds traducono istantaneamente e sfidano AirPods
Google Pixel buds. Credits to TheVerge

Anche le colorazioni proposte per Google Pixel Buds (Just Black, Clearly White e Kinda Blue) richiamano quelle dei Pixels, sottolineando una volta di più il tandem smart che unisce i due dispositivi. Per quanto riguarda la disponibilità, invece, gli utenti italiani dovranno pazientemente attendere. Le cuffie sono infatti in preorder solamente in USA, Canada, UK, Germania, Australia e Singapore al prezzo di 159 dollari, lo stesso delle Apple AirPods.

 

Fonte: theverge.com

 

 

 

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